Pianeta Bianco

 

pianeta bianco, 2014, 14 min.

“Pianeta bianco” è la rappresentazione del confine tra realtà e sogno. E’ un pianeta dall’atmosfera lattiginosa il cui suolo emette luce e sul quale le regole spazio-temporali terrestri, la sensazione e la percezione sono alterati. E’ un gigante rugoso che si anima fuori scala, fagocitando l’osservatore e disorientandolo: non è più possibile riconoscere la direzione, la dimensione, le distanze.
Il protagonista del racconto è un ricercatore di minerali che si sposta sul pianeta verso la sua meta: una luce in lontananza, che sembra essere l’unico punto di riferimento. Una voce frammentata descrive cosa prova un essere vivente quando si sposta in assenza di riferimenti percettivi. Una visione del paesaggio adulta e dubbiosa dell’utilità dello sforzo che l’uomo compie nell’affrontare la natura. Lo sguardo dipinge un mondo enorme e indifferente dove il sole si specchia su una roccia e tutto può inghiottire tutto in un istante…

“Pianeta bianco” represents the border between dream and reality. It is a planet with a milky atmosphere, where the ground emanates light and on which the earth’s spatial-temporal rules, feelings and perceptions are altered. The planet is a wrinkled giant animating overflow, eating and disorienting the observer: it is not possible to recognize direction, size and distance.
The protagonist of the story is a mineral researcher, heading towards his destination: a faraway light, which seems to be the only point of reference. A fragmented voice describes how a human feels when moving around without perceptual landmarks. The vision of the landscape is adult and doubtful about the trade-off of mankind dealing with nature. The gaze draws a gigantic and indifferent world, where the sun reflects on a rock and everything can swallow everything in an instant…